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Giornata della Giubiaccia Condividi
Dal 1866 a Varallo il giovedì grasso dell’ultima settimana di carnevale è il “giorno della Giubiaccia” (dalla voce dialettale: “giobbia grass”). Questo giorno è destinato alla beneficenza che si effettua con la vendita di una canzone dialettale composta appositamente ogni anno: la “cansun d’la Giubiaccia”, ormai da parecchi anni firmata dal poeta di corte Adolfo Pascariello “Foffu”.

Questa usanza prese il via nella seconda metà del 1800. Gli anni dal 1861 al 1870 furono catastrofici per la Valsesia: inverni rigidi, neve, gelo, epidemie, disgrazie. Nell'inverno 1865-66 divampò un tremendo incendio a Quarona che coinvolse diverse case, portando sul lastrico una ventina di famiglie. Su questo sfondo cominciò la tradizione del giovedì grasso, quando una schiera di giovani e studenti varallesi approfittando delle feste carnevalesche iniziarono a raccogliere offerte per gli incendiati, distribuendo una canzone dialettale composta per l'occasione. Negli anni seguenti l'iniziativa proseguì con la composizione di nuove canzoni, che vennero vendute a favore dei bisognosi. Si radicò la consuetudine della Giubiaccia che, in sostanza, corrispondeva all'intento di realizzare, con l'allegria del carnevale, la beneficenza e la filantropia. A questo punto a Varallo nei giorni di carnevale si raccoglievano due oboli: quello per la Paniccia e quello per la Giubiaccia. Quest'ultimo veniva devoluto ai bisognosi del momento o comunque a quelli che versavano in condizioni di bisogno. In seguito si preferì, con il ricavato della vendita della canzone della Giubiaccia, confezionare e distribuire ai poveri del pane, appunto il “Pane della Giubiaccia”, ma l'elemosina trovava un significato solo nel caso di una particolare necessità. Per questo si finì col devolvere i proventi della Giubiaccia a favore della Paniccia. L'usanza cominciò a decadere ed infine fu fondata una “Società della Giubiaccia” con lo scopo di far rivivere la consuetudine, ma è ormai da molto tempo che non si celebra più la festa della Giubiaccia. Di essa invece è rimasta la canzone che è divenuta la vera canzone del carnevale. Dal 1866 a oggi, ogni anno fu scritta una “canzone della Giubiaccia”.


Carnevale 2008: le maschere con i bambini delle scuole elementari di Varallo

Carnevale 2007: le maschere con i bambini dell'asilo parrocchiale



