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LE MASCHERE

Il protagonisti del carnevale di Varallo sono i componenti del gruppo mascherato. Nel corso della storia sono state centinaia le persone che hanno vestito i panni delle maschere cittadine. Attualmente il gruppo è composto da quattrodici persone: Marcantonio, Cecca, Gran ciambellano, due dignitari, capo delle guardie, quattro guardie e quattro damigelle.

Ottocentesca è la maschera di Marcantonio, figura preminente del carnevale varallese e maschera nazionale.

La Cecca (dimituvo di Francesca) è una maschera nata nel secondo dopoguerra. E’ la consorte di re Marcantonio e viene scelta ogni anno tra le ragazze più belle della città. Dopo Marcantonio la figura di maggiore importanza è il Gran Ciambellano, ovvero colui che ha il compito di scortare il monarca, leggerne i proclami, dirigere il protocollo delle celebrazioni. Il corpo di guardia e le damigelle indossano un costume sette-ottocentesco.

Il gruppo mascherato debutta al completo in occasione del Ballo della Cecca, l’appuntamento durante il quale viene svelato il nome della nuova regina, che cambia ogni anno e il cui nome è segreto fino all’ultimo. Nel corso della storia del carnevale sono state introdotte diverse figure che per alcuni anni hanno fatto parte del gruppo, ad esempio il Giacomaccio, il Frate o il Mago, ma la loro presenza è stata solo una parentesi. La figura dei dignitari, dimenticata per alcuni decenni, è stata ripescata a partirte dal carnevale del 2000 (e abbandonata nuovamente nel 2012). Un tempo avevano una certa importanza anche i “Fratelli della buona morte”, ovvero il gruppo di persone che indossano i cappucci neri da boia e che accompagnano la Veggia Pasquetta al rogo, così come scortano Marcantonio verso il suo triste destino nell’ultimo giorno di carnevale. In definitiva, accanto ad alcune figure ormai istituzionalizzate, per la corte del carnevale non vi sono mai state regole precise: tutto ciò è stato realizzato nel tempo ha però sempre cercato di tenere presente la tradizione secolare del carnevale.

Marcantonio è stato certamente interpretato da una persona vera (prima era utilizzato un fantoccio) per la prima volta nel 1905. Ma i dati relativi agli anni successivi sono andati perduti. Si conoscono i nomi di due persone (Zanfa e Francione) che hanno vestito i panni delle maschere nel periodo compreso fra il 1906 e il 1929, ma senza indicazioni precise. Per avere informazioni certe si salta quindi al 1930, ma poi cala di nuovo il buio sull’identità delle maschere varallesi. Negli anni della guerra alcuni carnevali non si sono svolti (1941-1945), ma di quelli che vennero regolarmente organizzati non sono rimaste testimonianze. A partire dal 1947 è stato possibile reperire, per ogni anno, almeno gli intepreti delle maschere principali.

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