MANIFESTAZIONI

Il calendario del carnevale di Varallo per tradizione si apre con la giornata della “Veggia Pasquetta”, che si svolge ogni anno nel giorno dell’Epifania (6 gennaio), quando un rogo sul greto del torrente Mastallone dà origine al nuovo carnevale. L’evento più significativo che segue è l’elezione della Cecca, la regina del carnevale. L’identità della maschera (che cambia ogni anno, così come tutte le maschere femminili del gruppo) rimane segreta fino alla sera del “Ballo della Cecca”, durante il quale il suo volto viene svelato ai cittadini che attendono impazienti di conoscere la nuova regina del carnevale.

Tra gli altri appuntamenti più importanti c’è poi la “Carnevalàa n’tla stràa” una festa per le strade e le piazze di Varallo con la consegna delle chiavi della città dal sindaco a Marcantonio, cerimonia che consegna simbolicamente nelle mani della maschera le sorti della città nel periodo del carnevale. A partire dal 2004 è stata ripresa anche la tradizione del “Palio valsesiano”, una folle gara per le vie di Varallo con fantasiosi carretti, presentati dai comitati carnevale dei rioni e delle frazioni di Varallo (evento poi sospeso dal 2008). Nel calendario ci sono anche altri numerosi appuntamenti: la “cena della pignatta”, la Serata culturale dedicata alla storia del carnevale e della città di Varallo, il Ballo dei bambini e quello per gli anziani chiamato “Coriandoli d’argento”. Il giovedì grasso a Varallo si festeggia la “Giubiaccia”, con la vendita della canzone satirica del carnevale per le vie della città. L’ultimo weekend del carnevale (quello che precede il mercoledì delle ceneri e quindi l’inizio della Quaresima) è il più intenso. Lunedì grasso è la “Giornata della legna”, quando le maschere e moltissimi cittadini si recano in frazione Crevola per prendere la legna per cucinare la “Paniccia”, che viene preparata il giorno successivo. Alla sera si svolge il “Bal d’la Lum” un ballo in maschera che richiama migliaia di persone da tutta la valle e che si conclude a notte fonda. Il martedì grasso in piazza San Carlo viene cucinata e distribuita alla popolazione la “Paniccia”, un minestrone di riso e verdure cotto sul fuoco dentro enormi pentoloni. Questa tradizione è una delle più antiche del carnevale: un tempo serviva per garantire un piatto caldo alle persone più povere della città e ai carcerati. Il carnevale si conclude il mercoledì delle ceneri con il “Processo a Marcantonio” (uno spettacolo teatrale durante il quale ogni anno la maschera cerca ci sfuggire al suo inevitabile destino), cui segue la fiaccolata e il rogo del fantoccio della maschera sul ponte Antonini, che segna la conclusione del periodo di festa e l’inizio della Quaresima.