PROCESSO E ROGO

Il “processo a Marcantonio” è la rappresentazione teatrale di chiusura del carnevale. Si svolge la sera del mercoledì delle ceneri, ultimo appuntamento del calendario carnevalesco. Durante il processo, Marcantonio viene condannato a morte e al termine viene condotto sul ponte Antonini dove avviene il rogo del fantoccio della maschera, ultimo atto del carnevale.

Il “teatro” di Carnevale, è per Varallo, uno dei momenti fondamentali del tradizionale calendario degli appuntamenti che ogni anno si ripetono. Le origini non sono note, ma già nel 1869 si rappresenta pubblicamente, nell’ultimo giorno di carnevale “Cajo Mario ed i Teutoni”. Forse è proprio questa “pièce” a dare inizio al costume di concludere il carnevale con una recita che vede messi alla berlina i fatti più salienti della cronaca cittadina da parte di alcuni varallesi con la passione per la recitazione. D’altro canto in quasi tutti i carnevali dell’arco alpino ricorre l’abitudine di processare la maschera e di scrivere la parola fine con un rogo benaugurante.

Dopo diversi anni in cui il processo si svolgeva sempre allo stesso modo, con la solita conclusione, è iniziata una nuova fase, con lo sviluppo di una vera storia ogni anno diversa ricamata attorno alla condanna di Marcantonio. Molte “menti” hanno lavorato sui copioni: Alberto Bossi, Luigi Balocco, Cesare Pastore. Ma la vera mente del cambiamento è stato Massimo Genova, che per tre decenni ha firmato il copione, rielaborando personalmente il canovaccio del processo e infondendo una nota satirica molto apprezzata dalla popolazione di Varallo.